Il 23 ottobre 2024, MADE Competence Center Industria 4.0 ha ospitato il workshop “Intelligenza Artificiale e sostenibilità sociale”, organizzato dai partner del Consorzio SIMPLER di Enterprise Europe Network, in collaborazione con AFIL, Regione Lombardia, Agenzia europea per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (EU-OSHA) ed European Digital Innovation Hubs Network.
Le tecnologie digitali e l’Intelligenza Artificiale sono una bussola che guida le aziende attraverso i rischi invisibili: il loro uso sta infatti trasformando profondamente il modo di affrontare la salute e la sicurezza sul lavoro, fornendo strumenti che vanno oltre la semplice reazione agli incidenti. Ad esempio, grazie all’analisi predittiva, basata su dati storici e attuali, è possibile anticipare i rischi, identificando situazioni di pericolo prima che si verifichino, e intervenire in modo mirato per prevenire gli infortuni. Un altro esempio pratico è rappresentato dai dispositivi indossabili, come sensori integrati in caschi o abiti da lavoro, che rilevano costantemente parametri vitali come la frequenza cardiaca e la temperatura corporea. Questi dati possono segnalare situazioni di stress fisico o affaticamento, permettendo interventi immediati per evitare infortuni dovuti alla stanchezza.
Attraverso l’Intelligenza Artificiale è possibile migliorare l’efficienza dei processi, consentire una migliore manutenzione predittiva delle macchine e garantire una maggiore qualità del prodotto finale. Inoltre, l’IA ha grandi potenzialità nell’interazione tra operatore e macchina, semplificando operazioni complesse. Vista l’importanza sempre maggiore del tema, AFIL ha recentemente facilitato, con il supporto di Politecnico di Milano ed Università degli Studi di Bergamo, la redazione di un documento che definisce le Priorità di Ricerca e Innovazione per l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nel settore manifatturiero della Lombardia.
Occorre però tenere a mente che l’adozione delle tecnologie digitali sul lavoro introduce nuovi rischi, come la sorveglianza eccessiva, che può ridurre l’autonomia dei lavoratori ed aumentare il livello di pressione psicologica. Il monitoraggio costante rischia infatti di creare un ambiente di lavoro opprimente, limitando i rapporti sociali e causando stress e ansia. Per evitare questi rischi, occorre un approccio etico e trasparente, che assicuri ai lavoratori visibilità sui dati raccolti e una comprensione chiara delle finalità di tali tecnologie. È fondamentale che le normative tutelino i diritti e la dignità dei dipendenti, come già avviene per la protezione dei dati personali. La formazione continua riveste un ruolo essenziale, non solo per l’uso pratico delle tecnologie, ma anche per promuovere una cultura della sicurezza e della consapevolezza.
Tali temi sono stati oggetto di approfondimento in occasione del workshop “Intelligenza Artificiale e sostenibilità sociale” tenutosi a Milano, presso MADE Competence Center Industria 4.0, il 23 ottobre 2024, ed organizzato dai partner lombardi del Consorzio SIMPLER di Enterprise Europe Network (CNA Lombardia, Confindustria Lombardia, FAST – Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, Finlombarda, Promos Italia), in collaborazione con AFIL, Regione Lombardia, Agenzia europea per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (EU-OSHA) ed European Digital Innovation Hubs Network (EDIH), in quest’ultimo caso nell’ambito delle attività di Manufacturing Innovation Alliance (M.I.A.) Lombardia.
IL DOCUMENTO STRATEGICO DI AFIL SULLE PRIORITÀ RELATIVE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER LA MANIFATTURA LOMBARDA
Nel marzo 2024, è stato presentato il documento strategico “R&I Priorities for enhancing Artificial Intelligence applications in Manufacturing in Lombardy”, frutto di un lavoro facilitato da AFIL e coordinato da Politecnico di Milano ed Università degli Studi di Bergamo, attraverso il quale sono stati raccolti i contributi di vari attori e stakeholder attivi sul tema dell’IA.
Le tre priorità identificate nel documento (di cui è disponibile una sintesi) sono la centralità dell’operatore ed il relativo supporto, la progettazione e l’utilizzo di prodotti, macchinari e sistemi intelligenti, nonché le attività di previsione e pianificazione snelle (lean) e resilienti.
Per Paolo Vercesi, Direttore Esecutivo di AFIL, l‘Intelligenza Artificiale può diventare uno strumento utile in diversi ambiti, come ad esempio il controllo automatico delle macchine, la pianificazione della produzione, la gestione dei materiali e delle interruzioni nella catena di fornitura, che sono temi cruciali per molte aziende. Tuttavia, oltre agli aspetti tecnici, emergono anche alcune difficoltà e preoccupazioni. Le aziende e i lavoratori provano entusiasmo per le possibilità offerte dall’IA, ma anche timori legati all’integrazione di queste tecnologie nei loro processi.
Secondo Paolo Vercesi, «Le aziende non sono tanto interessate alla tecnologia in sé ma piuttosto a come essa possa risolvere problemi pratici o rispondere a esigenze specifiche». Un tema importante è la sostenibilità, intesa non solo come rispetto ambientale, ma anche come capacità di resistere nel tempo alle sfide del settore. In questo contesto, le tecnologie intelligenti possono diventare utili per due motivi: da un lato, possono aiutare a mantenere la conoscenza aziendale, una risorsa preziosa che rende competitive le aziende; dall’altro, potrebbero avvicinare alla fabbrica persone che non hanno una formazione tecnica, compensando il calo di interesse dei giovani verso il lavoro in fabbrica.

Occorre ricordare che molte imprese, specialmente le piccole e medie, percepiscono l’IA come una tecnologia promettente, ma mancano di conoscenze e risorse per integrarla efficacemente nei loro processi. Secondo Fabiana Pirola, docente all’Università degli Studi di Bergamo, «è emerso che i principali ambiti di applicazione dell’IA nel manifatturiero riguardano tre aree: Smart Product (prodotti intelligenti), Smart Factory (fabbriche intelligenti) e Smart Value Chain (catene del valore intelligenti)».
Inoltre, per Fabiana Pirola è importante sottolineare la sinergia tra mondo accademico ed industria. Le aziende che collaborano con università e centri di ricerca sono più pronte a sfruttare le opportunità dell’IA, poiché possono accedere a conoscenze avanzate e strumenti aggiornati. Attraverso questa collaborazione, è possibile individuare le aree critiche in cui l’IA possa essere applicata per migliorare non solo la produttività, ma anche la qualità della vita lavorativa e la sicurezza.
Occorre peraltro un approccio pratico e realistico che le aziende manifatturiere dovrebbero adottare nell’implementazione dell’AI. Per Marcello Urgo, docente al Politecnico di Milano, «bisogna distinguere tra le applicazioni di IA realmente implementabili nel breve termine e quelle che necessitano di ulteriori sviluppi tecnologici. Questa classificazione aiuta le imprese a concentrarsi su progetti immediatamente praticabili, evitando di disperdere risorse in applicazioni futuristiche».
Un grande potenziale risiede nella progettazione di prodotti intelligenti, che possono adattarsi alle esigenze degli utenti e comunicare direttamente con le aziende per segnalare eventuali necessità di manutenzione o aggiornamento. Per Urgo ciò non soltanto aumenta la sicurezza, ma migliora anche la produttività e la qualità dei prodotti, rafforzando la competitività delle aziende.
LE TECNOLOGIE DIGITALI AIUTANO A PREVENIRE GLI INFORTUNI, A CONTROLLARE LE CONDIZIONI DI SICUREZZA IN FABBRICA ED A MIGLIORARE IL BENESSERE DEI LAVORATORI
1) L’analisi predittiva basata sull’IA rappresenta un approccio innovativo e proattivo nella prevenzione degli incidenti e nella gestione dei rischi sul lavoro
L’Intelligenza Artificiale ha la capacità di analizzare grandi quantità di dati per individuare pattern e anomalie che segnalano situazioni di pericolo. Secondo Antonella Iacoviello, Vicario del Dirigente dell’Ufficio Programmazione, organizzazione e attività istituzionali, presso la Direzione Regionale Lombardia di INAIL, «il dato per l’analisi predittiva è importante non soltanto perché ci permette di intercettare su quale azienda, su quale settore, su quale area geografica lavorare, ma ci consente soprattutto di fare un’analisi dei bisogni». Grazie a questa tecnologia, INAIL ed altre istituzioni possono costruire mappe dettagliate dei rischi, tenendo conto di fattori come orari, condizioni ambientali e caratteristiche dei lavoratori, per un’azione preventiva più consapevole e mirata.
Inoltre, l’IA contribuisce a identificare i rischi legati a malattie professionali, segnalando tempestivamente condizioni ambientali pericolose in settori ad alto rischio, come quelli con esposizione a sostanze chimiche o rumori intensi, e migliorando così la sicurezza generale. Infine, l’analisi predittiva permette di strutturare percorsi formativi più mirati, basati sui rischi specifici di ciascun settore. In questo modo, l’IA non solo rafforza la sicurezza fisica, ma contribuisce a diffondere una cultura della sicurezza e della consapevolezza.
2) Il monitoraggio e gli interventi in tempo reale, abilitati dalle tecnologie digitali e dall’IA, offrono alle aziende un controllo continuo e immediato sulle condizioni di sicurezza
I sistemi di monitoraggio rilevano potenziali rischi prima che si traducano in pericoli concreti. Sensori avanzati, dispositivi indossabili e strumenti di Intelligenza Artificiale consentono di monitorare fattori ambientali, come livelli di rumore o la presenza di sostanze chimiche, intervenendo prontamente per proteggere i lavoratori.
Per Maurizio Curtarelli, Senior Research Project Manager di EU-OSHA, «i dispositivi indossabili possano rilevare variazioni nei parametri vitali dei lavoratori, quali battito cardiaco e temperatura corporea, permettendo di reagire prontamente a eventuali segni di stress fisico o pericolo». Spesso integrati in caschi o altre attrezzature, questi dispositivi aiutano a identificare posture scorrette o movimenti insoliti che indicano fatica o stress muscoloscheletrico.

D’altra parte, per Marcello Urgo, «l’IA può aiutare a individuare variazioni nei movimenti dei lavoratori che, nel lungo periodo, potrebbero segnalare il rischio di infortuni», e se un sistema rileva cambiamenti nei movimenti durante la giornata, potrebbe indicare affaticamento o l’insorgere di problematiche fisiche.
Questi strumenti risultano particolarmente utili in contesti complessi, come cantieri e fabbriche, in cui i rischi sono variabili e richiedono una risposta rapida e misure adattive per garantire la sicurezza. Inoltre, il monitoraggio in tempo reale consente di raccogliere dati preziosi per l’analisi a lungo termine, utile per migliorare i protocolli di sicurezza e ottimizzare l’ergonomia sul lavoro.
3) Le tecnologie come la robotica collaborativa e l’automazione intelligente sono cruciali per promuovere la sostenibilità e migliorare il benessere dei lavoratori
Alcune tecnologie alleggeriscono il carico fisico e riducono i compiti ripetitivi. Secondo Guido Jacopo Micheli, docente al Politecnico di Milano, creano una “sostenibilità umana” sul lavoro: «Riducendo il carico di lavoro fisico ed i compiti ripetitivi, la robotica e l’Intelligenza Artificiale possono permettere ai lavoratori di concentrarsi su attività di maggiore valore e creatività».
Per Paolo Vercesi, inoltre, «l’automazione intelligente aiuta le imprese a rispondere con maggiore efficienza alle richieste del mercato ed offre ai lavoratori un ambiente di lavoro più sicuro e meglio organizzato». In definitiva, questo miglioramento contribuisce alla sostenibilità aziendale, con una forza lavoro più sana e motivata ed un ridotto turnover del personale, armonizzando così la relazione tra lavoratori e tecnologie.
LA CONTROPARTITA: LE NUOVE SFIDE GENERATE IN AZIENDA DALL’INTRODUZIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE, LA NECESSITÀ DI TUTELARE LA PRIVACY E LA QUESTIONE DELLA FORMAZIONE
1) L’uso delle tecnologie digitali e dell’IA nella gestione delle risorse umane introduce sfide significative per il benessere psicologico e la dinamica organizzativa
Pur offrendo vantaggi di efficienza, queste tecnologie possono aumentare la sorveglianza e la pressione sui lavoratori, riducendo autonomia e supporto sociale. Maurizio Curtarelli osserva come «l’utilizzo di queste tecnologie può comportare una riduzione di rapporti sociali e interazioni», aumentando ansia e stress tra i lavoratori. Inoltre, la “gamification” del lavoro, cioè la pressione per raggiungere target monitorati dall’Intelligenza Artificiale, può causare un esaurimento.
Per Guido Jacopo Micheli, l’IA non deve sostituire il giudizio umano in decisioni delicate: un’adozione eccessiva rischia infatti di minare il ruolo decisionale dei supervisori e ridurre motivazione e coinvolgimento dei lavoratori.
2) Un quadro normativo chiaro e trasparente è essenziale per un uso responsabile dell’IA e delle tecnologie digitali sul lavoro, tutelando privacy e diritti fondamentali dei lavoratori
Antonella Iacoviello ritiene che il modello da seguire sia il GDPR, il Regolamento Europeo Generale sulla Protezione dei Dati, evidenziando l’importanza di una normativa che «garantisca i diritti fondamentali, la libertà degli stati e l’innovazione», assicurando un equilibrio tra l’adozione dell’Intelligenza Artificiale e la protezione della dignità e dell’autonomia individuale.
Per Maurizio Curtarelli, «senza regolamentazioni specifiche, i dati raccolti potrebbero essere usati impropriamente, oltrepassando la sfera privata dei lavoratori, sottolineando la necessità di un approccio etico e trasparente che informi adeguatamente i lavoratori sui limiti e sulle finalità del monitoraggio».
3) Il rafforzamento della formazione e della cultura della sicurezza è fondamentale per implementare efficacemente le tecnologie digitali nei luoghi di lavoro
Per Fabiana Pirola, c’è la necessità di percorsi formativi specifici che possano colmare le lacune tra la ricerca accademica e le necessità delle aziende, con un focus pratico sull’uso dell’Intelligenza Artificiale per la gestione dei rischi.
Secondo Guido Jacopo Micheli, occorre un approccio formativo che promuova una consapevolezza profonda dei rischi, ad esempio, attraverso l’uso di ambienti di formazione immersivi e realtà aumentata per una comprensione più concreta delle situazioni di pericolo.
Da ultimo, per Antonella Iacoviello, vi è probabilmente la necessità di fare delle analisi dei bisogni più accurate, in modo da adattare i programmi formativi ai rischi specifici di ciascun settore. L’IA può, inoltre, personalizzare la formazione in base alle competenze e alle necessità dei lavoratori, potenziando l’efficacia dei corsi con tecnologie come la realtà virtuale, che permettono di simulare situazioni di rischio in sicurezza.

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