Nelle fabbriche, uno dei problemi più complessi non riguarda soltanto la tecnologia, ma il modo in cui vengono trasmesse competenze, procedure operative e cultura della sicurezza. È da questa esigenza che nasce Invelon, società specializzata nello sviluppo di soluzioni di realtà virtuale, aumentata ed estesa applicate all’industria, alla formazione e ai processi operativi. Il cuore della proposta di Invelon è l’utilizzo di digital twin e ambienti immersivi per migliorare formazione, simulazione industriale e gestione operativa. «Le aziende investono risorse significative nella formazione della forza lavoro» – ci racconta John Amin, founder e CIO della società – «Ora immaginiamo che quella formazione avvenga in un ambiente totalmente immersivo, pratico, dove nessuno possa farsi male e in cui venga replicato un gemello digitale perfetto dello scenario reale». L’obiettivo è collegare apprendimento, efficienza e sicurezza in un unico ecosistema operativo, trasformando l’Extended Reality (XR) da tecnologia sperimentale a leva concreta di competitività industriale.
Per Invelon, uno dei temi centrali dell’evoluzione XR riguarda oggi la convergenza tra hardware immersivo, software industriale e spatial computing. Per questo, la società collabora con alcuni dei principali produttori mondiali di dispositivi XR, tra cui Microsoft, Meta, Lenovo, Magic Leap, HTC Vive, RealWear e Pico XR. La strategia è costruire ambienti interoperabili capaci di funzionare su differenti dispositivi immersivi e piattaforme software, adattandosi a diversi casi d’uso industriali. Dalla fabbrica alla manutenzione, fino alla formazione tecnica e agli showroom virtuali, l’idea di fondo è trasformare la XR da tecnologia verticale a infrastruttura digitale integrata nei processi aziendali.
È su questo terreno che la società sta costruendo la propria crescita in Italia, con un focus particolare sulla Lombardia. Un percorso che passa, tra gli altri, attraverso l’Invelon Italia Summit, la collaborazione con Invest in Lombardy e l’ingresso nel Cluster AFIL. «Essere parte di questo ecosistema è stato sicuramente un acceleratore fondamentale per Invelon» – osserva Amin – «Lo vediamo come un potente amplificatore che ci permette di arrivare più lontano e più velocemente».
Dall’automotive al lusso: dove cresce la domanda di Extended Reality e digital twin
L’Italia rappresenta oggi uno dei mercati più dinamici per la crescita di Invelon, che, negli ultimi mesi, sta accelerando il proprio posizionamento nel Paese anche attraverso iniziative come l’Invelon Italia Summit, organizzato presso Kilometro Rosso, in parallelo al rafforzamento delle relazioni con l’ecosistema lombardo dell’innovazione. La presenza di Invelon attraversa comparti molto diversi tra loro: manifattura, automotive, formazione, turismo, lusso, moda e sanità. «Si tratta di un’estensione che conferma come le tecnologie XR e i digital twin stiano diventando strumenti trasversali ai processi industriali e organizzativi» – dichiara Amin – «Quello che osserviamo è che l’adozione di queste tecnologie non è limitata a un solo settore. Esiste infatti una necessità comune: ottimizzare i processi, ridurre gli errori e migliorare l’interazione tra le persone e sistemi sempre più complessi».

Secondo Amin, la realtà estesa non viene più percepita soltanto come uno strumento dimostrativo o legato al marketing dell’innovazione, ma come una leva concreta per aumentare efficienza e competitività. La possibilità di creare ambienti immersivi, simulare scenari produttivi e replicare processi attraverso digital twin consente infatti alle aziende di intervenire sulla formazione, sulla manutenzione e sull’operatività quotidiana senza impattare direttamente sugli impianti reali. Tra i comparti che stanno rispondendo con maggiore rapidità, ci sono soprattutto manifattura e formazione, in quanto sono settori che vedono immediatamente il valore della formazione immersiva, della simulazione e dell’efficienza operativa. Ed è proprio qui chele tecnologie XR stanno iniziando a produrre i risultati più tangibili, trasformandosi da strumenti innovativi a vere infrastrutture operative per la fabbrica e per la trasmissione delle competenze.
La realtà estesa entra in fabbrica: meno errori, più efficienza e formazione immersiva
Per anni realtà virtuale, realtà aumentata e ambienti immersivi sono stati raccontati come tecnologie “da futuro”, spesso associate a dimostrazioni spettacolari ma lontane dall’operatività quotidiana delle aziende. Secondo Amin, questa fase è ormai superata, dato che le tecnologie immersive stanno diventando strumenti sempre più concreti all’interno delle imprese. Il punto centrale è che oggi le aziende non adottano più la XR per semplice sperimentazione tecnologica. Molte imprese stanno già utilizzando queste tecnologie per migliorare i processi, aumentare l’efficienza, ridurre gli errori e minimizzare, se non eliminare, i rischi sul lavoro. In pratica, la realtà estesa viene applicata a funzioni operative precise: formazione tecnica, simulazione industriale, manutenzione, progettazione e gestione di processi complessi.
In questo scenario, un ruolo chiave è giocato dai digital twin: attraverso questi strumenti, le imprese possono simulare attività senza interrompere la produzione reale, testare procedure prima di applicarle in fabbrica e addestrare il personale in ambienti immersivi e sicuri. L’obiettivo è ridurre tempi, inefficienze e margini di errore, aumentando al tempo stesso la sicurezza degli operatori. «Il vero cambiamento è che queste tecnologie stanno finalmente dimostrando un ritorno economico concreto» – afferma Amin – «Quello che fino a poco tempo fa veniva considerato sperimentale oggi è diventato uno strumento pratico, con un impatto misurabile. Le aziende che adottano oggi la XR non stanno sperimentando: stanno costruendo un vantaggio competitivo».
Aurora VR e simulatori immersivi: le piattaforme XR sviluppate da Invelon per l’industria
L’architettura tecnologica sviluppata da Invelon ruota attorno all’integrazione tra digital twin, realtà virtuale e simulazione immersiva applicate ai processi industriali. L’obiettivo non è soltanto creare ambienti tridimensionali spettacolari, ma costruire piattaforme operative capaci di intervenire su formazione, progettazione, manutenzione e operations. Uno dei principali ambiti di sviluppo riguarda i simulatori di realtà virtuale per training industriale avanzato. Attraverso ambienti virtuali ad alta fedeltà, le aziende possono replicare linee produttive, macchinari e scenari operativi complessi per addestrare operatori e tecnici senza intervenire sugli impianti reali. Il sistema consente di simulare procedure di manutenzione, utilizzo di macchine, attività di assemblaggio o gestione delle emergenze, riducendo rischi e tempi di apprendimento.

La componente centrale di questo approccio è il digital twin. Invelon utilizza questi modelli virtuali non soltanto per visualizzare ambienti industriali, ma anche per simulare comportamenti, testare modifiche e validare procedure prima dell’implementazione reale. Un approccio che punta a ridurre errori operativi, costi di prototipazione e tempi di fermo impianto. In questo contesto, si inserisce anche Aurora VR, piattaforma sviluppata dalla società per la visualizzazione immersiva di modelli CAD e prototipi industriali. Il software permette di importare asset tridimensionali provenienti dai sistemi di progettazione e trasformarli in ambienti collaborativi immersivi. È poi così possibile verificare componenti in scala reale, simulare assemblaggi, individuare collisioni e validare modifiche progettuali prima della produzione fisica.
Onirix e realtà aumentata web-based: le tecnologie XR di Invelon per logistica e operations
Accanto alla manifattura, Invelon sta sviluppando soluzioni dedicate a logistica, vendita al dettaglio, formazione e applicazioni immersive multi-device. Parallelamente, la società sta rafforzando il proprio presidio sulla realtà aumentata web-based grazie all’integrazione della piattaforma Onirix. Si tratta di una tecnologia che consente di creare esperienze di realtà aumentata accessibili direttamente via browser, senza necessità di installare applicazioni dedicate. La piattaforma permette di visualizzare prodotti in 3D, creare showroom immersivi, sviluppare cataloghi interattivi e integrare contenuti aumentati su smartphone, tablet e visori XR.
Al Kilometro Rosso la sfida di Invelon: portare la XR dal racconto alla fabbrica
L’Invelon Italia Summit, che si è tenuto il 13 aprile 2026 presso Kilometro Rosso, rappresenta uno dei passaggi chiave della strategia di radicamento di Invelon in Italia. «Il nostro obiettivo è dimostrare questa realtà in modo tangibile» – spiega Amin – «L’idea, infatti, è superare la dimensione teorica che spesso accompagna il dibattito su XR, realtà aumentata e digital twin, mostrando applicazioni operative già utilizzabili all’interno delle aziende. Per questo, il summit ha riunito un ecosistema composto da professionisti della Extended Reality, produttori hardware, partner tecnologici e clienti finali».

L’obiettivo è mettere la tecnologia al centro, non soltanto per mostrare delle soluzioni, ma per creare uno spazio in cui emerga il valore reale di queste tecnologie. Un approccio che riflette la filosofia di Invelon: trasformare la realtà immersiva da elemento dimostrativo a strumento industriale concreto, misurabile e integrabile nei processi aziendali.
Lombardia, Kilometro Rosso e Invest in Lombardy: la strategia di radicamento di Invelon
Dietro la crescita italiana di Invelon non c’è soltanto la volontà di espandersi in un nuovo mercato, ma anche la scelta precisa di inserirsi in uno degli ecosistemi industriali e tecnologici più avanzati del Paese. In questo percorso, la Lombardia ha avuto un ruolo centrale grazie alla sinergia con Invest in Lombardy e alla vicinanza con Kilometro Rosso, uno dei principali hub europei dell’innovazione industriale. «Essere parte di questo ecosistema ha rappresentato un acceleratore fondamentale per Invelon» – afferma Amin – «La combinazione tra supporto istituzionale, relazioni industriali e prossimità a un polo come Kilometro Rosso ha creato le condizioni ideali per costruire la presenza della società in Italia».
Il valore dell’ecosistema lombardo non riguarda soltanto la possibilità di sviluppare business, ma soprattutto la capacità di creare connessioni con imprese, partner tecnologici e centri di innovazione, ed agisce come un potente amplificatore che ci permette di arrivare più lontano e più velocemente. Un’accelerazione che, nelle intenzioni di Invelon, dovrebbe favorire sia il consolidamento commerciale sia lo sviluppo di collaborazioni industriali legate alla realtà estesa, ai digital twin e alle tecnologie immersive.
Il riferimento al Kilometro Rosso non è casuale. Negli ultimi anni, il campus bergamasco è diventato uno dei simboli della trasformazione tecnologica della manifattura italiana, attirando aziende, start-up e centri di ricerca attivi nei campi dell’automazione, dell’intelligenza artificiale e dell’Industria 4.0. È all’interno di questo contesto che Invelon punta ora a scalare le proprie soluzioni sul mercato italiano, facendo leva su un territorio che continua a rappresentare il cuore industriale del Paese.
AFIL come piattaforma industriale: la scelta di Invelon per rafforzare la presenza italiana
L’adesione di Invelon al Cluster AFIL, avvenuta nel settembre 2025, si inserisce nella più ampia strategia di radicamento della società in Lombardia e nel mercato italiano. Non si tratta soltanto di una membership formale, ma di un passaggio coerente con la volontà di costruire relazioni industriali e tecnologiche di lungo periodo all’interno di uno dei territori più avanzati della manifattura europea. Secondo Amin, «essere parte di un ecosistema significa contribuire attivamente. È anche per questo che aderire ad AFIL è stato un passo naturale. La collaborazione tra imprese, centri di ricerca e attori dell’innovazione rappresenta infatti una componente fondamentale nello sviluppo delle tecnologie immersive applicate all’industria».

Il Cluster Tecnologico Lombardo rappresenta soprattutto una piattaforma di connessione con il tessuto industriale italiano. «Crediamo che la collaborazione sia essenziale e che AFIL offra un contesto molto forte per entrare in relazione con player industriali strategici» – osserva Amin – «Si tratta di un aspetto rilevante in una fase in cui sempre più aziende stanno valutando strumenti di digitalizzazione avanzata legati a simulazione, formazione immersiva e gestione dei processi».
Sul piano tecnologico, Invelon punta a contribuire alle attività del Cluster con il proprio know-how sviluppato nell’ambito dei digital twin, della realtà virtuale e della Extended Reality. L’obiettivo, nelle intenzioni della società, è favorire una maggiore diffusione di strumenti immersivi all’interno della manifattura, accelerando l’integrazione tra mondo fisico e ambienti digitali nei processi industriali.
La Lombardia come hub europeo e AFIL come catalizzatore di progetti industriali
Per Invelon, il rapporto con AFIL non si limita alla dimensione del networking. Secondo Amin, il Cluster può diventare anche un acceleratore di progetti industriali concreti, capaci di mettere in relazione competenze tecnologiche, manifattura e innovazione applicata. AFIL è vista sia come una piattaforma di networking sia come un catalizzatore per sviluppare veri progetti industriali. L’obiettivo dell’interazione con il Cluster non è soltanto creare connessioni istituzionali o commerciali, ma anche costruire collaborazioni operative con aziende e partner dell’ecosistema lombardo.
«Stiamo già prendendo parte a iniziative lanciate all’interno di AFIL e, allo stesso tempo, stiamo rafforzando i rapporti con i membri del Cluster» – osserva Amin – «Tale dinamica riflette il modello scelto dalla società per il mercato italiano: non limitarsi alla vendita di tecnologie, ma inserirsi all’interno delle reti industriali locali per sviluppare applicazioni condivise legate a XR, digital twin e ambienti immersivi».
In questa strategia, la Lombardia occupa un ruolo centrale anche sul piano europeo ed ha un peso strategico nell’espansione europea di Invelon, essendo una delle regioni più industrializzate d’Europa, molto rispettata e ammirata, con una credibilità che facilita naturalmente la crescita verso altri mercati.

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