Innovazione, logiche di filiera ed Intelligenza Artificiale applicata alla produzione alimentare. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro congiunto della Strategic Community “Secure and Sustainable Food Manufacturing” e Filiera agroalimentare sicura e sostenibile (FISICO), promosso da AFIL – Associazione Fabbrica Intelligente Lombardia, Tecnoalimenti e Politecnico di Milano, ed ospitato il 24 settembre 2025 da Cefriel nella sede milanese di Viale Sarca. Un’occasione per mettere attorno allo stesso tavolo imprese, università, centri di ricerca ed associazioni, e riflettere su come i dati e l’IA possano ridisegnare i processi produttivi in chiave sostenibile e competitiva.
L’evento, organizzato in ottica sinergica con il progetto europeo GREENSMARTMED, ha visto il contributo di Cefriel, Tecnoalimenti, Politecnico di Milano, Intellico e diversi rappresentanti del mondo imprenditoriale, scientifico ed associativo, confermandosi come un’occasione di confronto ad ampio raggio sui temi della digitalizzazione, sostenibilità e competitività industriale.
Un aspetto distintivo dell’iniziativa è stato l’approccio inclusivo: l’appuntamento è stato infatti aperto non soltanto ai Soci AFIL, ma anche alle organizzazioni esterne, con l’obiettivo di incrementare le possibilità di networking e facilitare nuove collaborazioni lungo tutta la filiera. Un segnale di come il Cluster voglia consolidare il proprio ruolo di ponte tra mondo produttivo, della ricerca e delle istituzioni, favorendo lo scambio di competenze e la nascita di reti collaborative capaci di trasformare l’innovazione in valore industriale.
Dal machine learning all’Agentic AI: Cefriel guida la trasformazione digitale
Per Alessandro Corrente, Business Development Manager di Cefriel, l’Intelligenza Artificiale è ormai un motore di nuovi modelli di business. «Per arrivare a logiche “as a service” – ha spiegato Corrente – serve una trasformazione digitale che coinvolga processi, persone e cultura aziendale».
Fondato nel 1988, Cefriel è un centro di innovazione not-for-profit che integra ricerca e trasferimento tecnologico, accompagnando imprese e Pubblica Amministrazione nella digitalizzazione. Al centro, il valore dei dati: la condivisione lungo la filiera li trasforma in capitale industriale ed abilita diagnostica predittiva, manutenzione intelligente ed automazione.

L’evoluzione corre veloce: dal machine learning alla Generative AI, per arrivare fino all’Agentic AI, dove i sistemi apprendono e si correggono autonomamente. Tra i casi mostrati, soluzioni di visione computerizzata, sensoristica avanzata e sistemi per la riduzione dei costi ed il trasferimento di know-how dagli operatori ai modelli digitali.
La sfida resta culturale. Il Data Act pubblicato dall’Unione Europea potrà cambiare lo scenario, consentendo agli utilizzatori di accedere ai dati delle macchine. «Il futuro – ha concluso Corrente – è di chi trasforma i dati in decisioni ed i modelli digitali in vantaggio competitivo».
Opportunità e cooperazione in filiera: la visione di Tecnoalimenti
Per Raffaello Prugger, Direttore Generale di Tecnoalimenti, organizzazione che funge da coordinatore industriale della Strategic Community “Secure and Sustainable Food Manufacturing” e capofila della Filiera agroalimentare sicura e sostenibile (FISICO), la forza dell’agroalimentare lombardo sta nella capacità di crescere come sistema, non come somma di singole aziende. L’obiettivo è rafforzare l’intero ecosistema produttivo attraverso logiche di filiera e collaborazione.
In questo contesto si inserisce FISICO, iniziativa riconosciuta da Regione Lombardia nell’ambito della Manifestazione di Interesse per le Filiere, che riunisce 28 partner attori importanti e rappresenta un modello di cooperazione già operativo. Ma l’attenzione di Prugger si è concentrata soprattutto sugli strumenti concreti oggi a disposizione delle imprese, presentati in una sessione dedicata dell’evento, insieme con Marco De Vito (Tecnoalimenti), Paolo Vercesi e Samuel Nazzareno Monaco (AFIL).

Tra questi, ad esempio, spicca il bando Ri.Circo.Lo. di Regione Lombardia, aperto fino al 22 dicembre 2025 con una dotazione di 2,3 milioni di Euro, per sostenere progetti di prevenzione e riciclo dei rifiuti alimentari, da parte di PMI, anche in forma aggregata, con contributi fino a 300mila Euro per progetto (un milione in regime GBER). «È una leva concreta – ha osservato Prugger – per innovare le linee produttive e renderle più sostenibili, con un’attenzione specifica al comparto agroalimentare».
A tale strumento si affiancano altre opportunità di rilievo per le imprese lombarde, come: la Misura per il Rafforzamento delle Filiere produttive (oltre 32 milioni di Euro di dotazione, con investimenti da 300mila a 5 milioni); la Misura “Contributi per la partecipazione a fiere internazionali in forma aggregata” (5 milioni di Euro, con copertura del 90% delle spese ammissibili); la Misura “Rafforza&Innova” (6 milioni di Euro, con un massimo di 30mila a fondo perduto per progetti di trasferimento tecnologico e prototipi); la Misura “Investimenti – Linea Impresa Efficiente” (43 milioni di Euro per l’efficientamento energetico delle PMI); i finanziamenti offerti nell’ambito dell’iniziativa M.I.A. Lombardia (di cui AFIL è partner); i bandi lanciati nell’ambito dei programmi Horizon Europe (dedicato alla Ricerca&Innovazione) ed I3 – Interregional Innovation Investments (sui temi della transizione digitale, transizione ecologica e manifattura intelligente).
«Le opportunità regionali, nazionali ed europee – ha precisato Prugger – toccano quattro direttrici chiare: rafforzamento delle filiere, transizione circolare, sviluppo delle competenze e trasferimento tecnologico».
I bandi europei nel Decimo Programma Quadro
Per Raffaello Prugger, i programmi europei di innovazione dovrebbero diventare più agili. «I progetti europei – ha spiegato – sono top-down, con vincoli rigidi e partenariati complessi. I bandi nazionali e regionali, invece, lasciano più spazio alle imprese e favoriscono approcci bottom-up».
Dal 2028, con il lancio del Decimo Programma Quadro dell’Unione Europea, questo equilibrio potrebbe cambiare, dando più voce alle aziende e valorizzando proposte vicine alle esigenze produttive.
Secondo Prugger, «anche la sostenibilità è destinata ad evolvere. Il Green Deal ha avuto un ruolo chiave, ma il futuro sarà della sostenibilità economica: garantire continuità produttiva ed occupazione». Un principio cruciale per l’agroalimentare, dove il 70% della produzione agricola viene trasformato dall’industria.
Restano però forti divari tecnologici: alcune imprese fanno già un uso avanzato di Intelligenza Artificiale ed automazione, altre restano indietro. «Servono investimenti in reshoring ed autonomia produttiva – ha concluso Prugger – Meno burocrazia, più continuità industriale: è questa la direzione».
GREENSMARTMED: cooperazione e networking per un settore agroalimentare europeo più competitivo
Il progetto europeo GREENSMARTMED (Green and Resilient European Excellence Network for Smart MED SMEs), co-finanziato dal programma Interreg Euro-MED, punta a rafforzare la cooperazione transregionale ed a costruire un ecosistema europeo capace di sostenere la transizione ecologica e digitale del manifatturiero. Avviato all’inizio del 2024, ed in corso fino all’autunno 2026, il progetto coinvolge attivamente AFIL (in qualità di partner) ed alcuni Soci del Cluster (come regional stakeholder), offrendo opportunità concrete di confronto e crescita anche per l’intero tessuto produttivo lombardo, anche attraverso l’organizzazione di missioni esplorative in Francia, Grecia e Spagna.
Ne hanno parlato Simone Franceschetto (Politecnico di Milano) e Carlo Mondani (AFIL), sottolineando come il progetto GREENSMARTMED rappresenti un’importante opportunità di networking internazionale. Un esempio è il Transnational Cooperation Event, svoltosi a Salonicco (Grecia) il 27 e 28 maggio 2025, grazie a cui diversi Soci AFIL (il coordinatore del progetto Università degli Studi di Bergamo, Ali-Big Industria Alimentare – Hügli Italia, Feelera e ROLD, oltre al Politecnico di Milano) hanno incontrato attori regionali come CERTH, American Farm School e Hatzopoulos, attivi su temi quali packaging alimentare ed innovazione sostenibile.
Le visite e gli incontri in Grecia hanno permesso di sviluppare contatti utili per nuove collaborazioni a medio e lungo termine. «GREENSMARTMED non porta benefici soltanto ai Soci AFIL, ma a tutto l’ecosistema lombardo – hanno spiegato Franceschetto e Mondani – Il progetto aiuta, in particolare, le imprese a valutare il proprio livello di innovazione e la capacità di accedere ai bandi europei, fornendo strumenti concreti per cogliere le opportunità disponibili».
Il confronto con i partner mediterranei ha inoltre mostrato un approccio pragmatico: in Grecia i bandi europei sono considerati vere occasioni d’investimento, non semplici esercizi di progettazione. Un modello che conferma come la partecipazione ad iniziative transnazionali possa tradursi in visibilità, sinergie ed opportunità di sviluppo per le imprese italiane.
Supply chain ed innovazione: il ruolo dell’Osservatorio del Politecnico di Milano
L’Osservatorio Supply Chain Planning del Politecnico di Milano, presentato da Simone Franceschetto, supporta le imprese nella pianificazione avanzata e nella gestione dei nuovi rischi globali. In un contesto di instabilità geopolitica e mercati volatili, la supply chain deve diventare più resiliente ed adattiva. «Le aziende faticano a programmare sul lungo periodo – ha spiegato Franceschetto – la tecnologia è cruciale, ma le catene di approvvigionamento restano fatte di persone».
Tra i progetti più rilevanti, CLARUS, iniziativa europea finanziata nell’ambito di Horizon Europe, che integra IA e sostenibilità per migliorare tracciabilità e misurare l’impatto ambientale dei processi alimentari.
L’Osservatorio collabora con diverse aziende, ad esempio per l’introduzione di un nuovo sistema ERP, per la mappatura logistica e per soluzioni di supply chain planning innovativo. Attività affiancate da percorsi di formazione manageriale personalizzata per diffondere una cultura dell’innovazione.
«La supply chain alimentare – ha concluso Franceschetto – è un ecosistema complesso. Le tecnologie come IoT e Big Data offrono un potenziale enorme, ma solo integrando strumenti, persone e processi si può realizzare il cambiamento».
Faster and Better: l’IA di Intellico per lo sviluppo di nuovi prodotti
L’Intelligenza Artificiale può ridurre tempi, costi e sprechi nella formulazione di nuovi prodotti alimentari. Lo ha spiegato Sara Uboldi, Head of Solutions di Intellico, illustrando la material informatics, disciplina che combina IA e scienza dei materiali per accelerare ricerca e sviluppo.
La sfida è la gestione dei dati, spesso frammentati tra diverse business unit. «Non devono essere un ostacolo – ha sottolineato Uboldi – perché i dati esistono: serve solo metterli insieme. Con l’IA, questi diventano un motore di apprendimento continuo».
Al centro c’è Matilde, piattaforma basata su Explainable AI (XAI), che suggerisce il mix ottimale di ingredienti e spiega il percorso con cui arriva alla soluzione. L’obiettivo è supportare i team di ricerca e sviluppo, non sostituirli.
Un caso concreto riguarda una multinazionale dolciaria, che ha ridotto da sette a due mesi lo sviluppo di una nuova ricetta, passando da 150 a 30 test ed accorciando del 30% il time-to-market.
«L’IA è un alleato che esplora più ipotesi – ha concluso Uboldi – ed aiuta a superare i colli di bottiglia dei processi aziendali. Non è un fine, ma uno strumento per rendere la ricerca più veloce, sostenibile e consapevole»
La Demo Room di Cefriel: soluzioni concrete per la filiera agroalimentare
A conclusione dell’evento, i partecipanti, guidati da Nadia Scandelli, Business Line Manager Smart Products & Industrial Solutions di Cefriel, hanno avuto l’opportunità di visitare la Demo Room dell’ente ospitante, spazio dedicato ai progetti sviluppati con imprese e start-up. Tra le soluzioni illustrate da Cefriel, ha suscitato particolare interesse un sistema IoT per la logistica dei prodotti sensibili, pensato per il trasporto di alimenti e vino.

I sensori rilevano in tempo reale urti, vibrazioni e variazioni di temperatura, permettendo alle aziende di monitorare la qualità lungo la supply chain, ridurre sprechi e garantire la business continuity anche nelle fasi più delicate della distribuzione. Una tecnologia che tutela il consumatore e, al tempo stesso, protegge il valore dei marchi.
Accanto a questa applicazione, la Demo Room raccoglie soluzioni per smart cities, manutenzione predittiva, verniciatura robotizzata, realtà aumentata e persino un airbag indossabile sviluppato con Dainese. Progetti che mostrano la capacità di Cefriel di trasformare ricerca e sperimentazione in innovazione concreta, con un impatto diretto anche sul settore agroalimentare.

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