Per preparare l’ecosistema alla seconda edizione del bando di finanziamento regionale Collabora & Innova, AFIL ha deciso di giocare d’anticipo, organizzando, insieme agli altri otto Cluster Tecnologici Lombardi, ed in collaborazione con Regione Lombardia, l’evento «Collabora & Innova, dalle idee ai progetti», ospitato da Innovhub, a Milano, nel pomeriggio del 31 ottobre 2025.
Un incontro volutamente proattivo, pensato per preparare imprese, università e centri di ricerca in vista dell’uscita della misura regionale (prevista nei prossimi mesi), oltre che una scelta strategica, come hanno evidenziato Paolo Vercesi e Samuel Nazzareno Monaco, rispettivamente Direttore Esecutivo e Communication & Institutional Affairs Manager di AFIL, che rivendicano il ruolo dei Cluster come piattaforme di aggregazione e facilitazione: luoghi dove costruire partnership solide, sviluppare idee e portare avanti iniziative congiunte, orientarsi tra le norme ed arrivare pronti ai bandi di finanziamento. Una logica sostenuta anche da Regione Lombardia, che ha partecipato all’evento fornendo indicazioni operative su come strutturare le nuove proposte ed evitare errori già emersi nel primo sportello della misura.
Il funzionamento del primo sportello ed i possibili miglioramenti, secondo Regione Lombardia
Nell’intervento di apertura, Carmela Rundo (Direzione Generale Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia), ha ricostruito lo stato di attuazione della misura Collabora & Innova e le lezioni emerse nella prima edizione.
«La misura rientra nell’Azione 1.1.3 del PR FESR 2021-2027 e sostiene progetti complessi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale», ha spiegato Rundo «In occasione della prima edizione, una risposta molto forte è arrivata del territorio», ricordando come la dotazione iniziale di 100 milioni di Euro sia stata alzata a 130 milioni per poter accogliere proposte di qualità superiore alle attese. Infatti, nella finestra di candidatura, aperta dall’8 ottobre al 28 novembre 2024, sono stati presentati 138 progetti, per un ammontare di 326 milioni di Euro di contributi richiesti ed investimenti complessivi pari a 687 milioni. La valutazione del primo sportello ha prodotto 59 progetti finanziati e 27 idonei, ma non coperti per esaurimento fondi.

Le criticità principali sono emerse nella fase formale: tra le altre cose, documentazione antimafia incompleta, DURC non aggiornato e partner non autonomi. In diversi casi, attività non ammissibili hanno comportato decurtazioni che hanno poi abbassato l’investimento sotto i 3,5 milioni di Euro, determinando l’esclusione delle proposte in questione.
Uno sguardo al futuro: i numeri spiegano perché la competizione sarà più dura
Alberto Bertolotti (CAT.AL – Cluster Alta Tecnologia Agrifood Lombardia) ha esaminato in modo comparato le variabili determinanti del primo sportello. «Abbiamo analizzato tutti i fattori strategici per capire punti di forza e punti di debolezza», ha affermato Bertolotti. «Il quadro che emerge è chiaro: Collabora & Innova è un bando sempre più selettivo. Se 75 punti hanno finora consentito l’accesso in graduatoria, per essere finanziati nell’edizione successiva ne servono di più.»
I numeri mostrano un salto competitivo. Da 78 progetti presentati nel 2019, nell’ambito della Call Hub Ricerca e Innovazione, si è passati, nel 2024, a 138 del primo sportello della Misura Collabora & Innova. I progetti finanziati sono saliti da 33 a 59, mantenendo però invariata la probabilità di successo (42%). Significative anche le modifiche dei criteri introdotte nel 2024: la qualità del progetto pesa meno (25 punti) e la capacità dei proponenti molto di più (25 punti), mentre le premialità aumentano da 3 a 5 (molto importante quella relativa all’appartenenza ai Cluster Tecnologici Lombardi). «Il baricentro si è spostato: non basta un’idea buona, ma serve anche un partenariato forte e credibile», ha sintetizzato Bertolotti.

La corrispondenza con le priorità della Strategia di Specializzazione Intelligente Regionale (S3) è decisiva: i progetti finanziati hanno infatti ottenuto una media di 8,6 punti su 10, contro i 5,5 dei non ammessi. Anche l’innovazione pesa: 16,7 punti contro gli 11 dei progetti esclusi.
«L’innovazione deve essere descritta con metriche e non con categorie generiche», ha sottolineato Bertolotti. «È importante anche il profilo del capofila: oltre il 50% dei progetti vincenti è guidato da una Grande Impresa o da un Organismo di Ricerca. Una PMI può avere un’ottima idea, ma da sola difficilmente arriva in fondo», ha concluso Bertolotti.
F.O.S.F.O.R.O.: un esempio di filiera che funziona
Carmen Disanto (LE2C – Lombardy Energy Cleantech Cluster) ha presentato il progetto F.O.S.F.O.R.O. (Fanghi Organici Sostenibili per il Futuro: Ottimizzazione del Recupero di Ortofosfati e altri nutrienti), un caso (non isolato) di filiera costruita nel tempo attraverso i tavoli tematici di un Cluster. La collaborazione tra imprese e centri di ricerca ha portato alla proposta finanziata, pienamente coerente con S3 e FESR. «La solidità del partenariato, a partire dal capofila A2A, è stata decisiva», ha ricordato Disanto.
D-SMART: l’hub digitale per la smart readiness degli edifici
Roberto Redaelli (Harpaceas) ha illustrato D-SMART (Digitalisation for Smart Monitoring, Assessment, Readiness and Technology – Realizzazione di un hub digitale SRI per Regione Lombardia), progetto concepito per valutare la smart readiness degli edifici in Lombardia. Nato da un partenariato eterogeneo facilitato da SCC – Cluster Tecnologie per le Smart Cities & Communities Lombardia, il progetto ha l’obiettivo di integrare BIM (Building Information Modeling), automazione ed analisi energetica per creare uno sportello digitale regionale.
Smart products e sicurezza del lavoro
Il Prof. Emilio Sardini (Università degli Studi di Brescia) ha presentato la prima delle proposte raccolte dai Cluster in previsione dell’evento, ossia un’idea progettuale su dispositivi indossabili basati su Intelligenza Artificiale per prevenire collisioni tra operatori e mezzi di movimentazione. Ha poi ampliato al tema degli smart products: sensori stampati a basso costo per rendere intelligenti materiali e componenti in diversi settori. L’ateneo cerca partner per validare prototipi industriali.
Riciclo avanzato per il fotovoltaico
Nicolò Bordoli (Renovo) ha illustrato una tecnologia in grado di recuperare fino al 95% dei materiali dei pannelli fotovoltaici, tramite un macchinario modulare grande quanto un container, integrabile nelle filiere esistenti. L’azienda cerca partner, dai riciclatori RAEE ai produttori di vetro e pannelli, per chiudere la catena della circolarità e trasformare il fine vita in una nuova risorsa.
Sensoristica evoluta e sistemi di monitoraggio
Il Prof. William Fornaciari (Politecnico di Milano) ha presentato proposte basate su sensoristica embedded e sistemi intelligenti sviluppati con tre start-up, già a TRL medio-alto, per il monitoraggio nei settori agroalimentare, della mobilità e del medicale. Dalle soluzioni per gli allevamenti ai dispositivi biometrici a basso costo, fino alla sensoristica mobile per inquinanti, i progetti possono scalare rapidamente grazie ad investimenti adeguati.
Mobilità tra digitale ed energia
Piersandro Trevisan (CLM – Cluster Lombardo della Mobilità) ha ricordato che la filiera della mobilità abbraccia veicoli, energia, tecnologie e servizi. Il Cluster lavora su tavoli dedicati a digitalizzazione, sicurezza, intermodalità, elettrificazione e carburanti rinnovabili. In particolare, due macrotemi sono particolarmente rilevanti: un ecosistema dedicato all’elettrificazione del veicolo (i.e. la Filiera COEVE – COmponenti Eccellenti per Veicoli Elettrificati, facilitata dal CLM insieme ad AFIL) ed un laboratorio sui carburanti rinnovabili. «Il ruolo dei Cluster è far nascere idee condivise che diventino progetti veri», ha affermato Trevisan.
Valorizzazione sostenibile e tecnologie circolari
Rodrigo Longhi (CAT.AL) ha illustrato una tecnologia di miscelazione e disidratazione sottovuoto in grado di trattare scarti agroalimentari, sangue da macello, fanghi e sottoprodotti ittici, generando acqua distillata e una frazione solida riutilizzabile. Il Cluster ha anche illustrato benefici, risultati ed ambiti applicati dell’idea progettuale.
I prossimi passi
Di concerto con gli altri Cluster Tecnologici Lombardi, nell’ottica di facilitare le attività dei prossimi mesi, a valle dell’evento del 31 ottobre 2025, AFIL ha predisposto un apposito questionario, aperto sia ai partecipanti all’incontro sia a coloro che abbiano interesse per la Misura Collabora & Innova, che ha la finalità di raccogliere espressioni di interesse per aderire alle proposte illustrate (le cui presentazioni, insieme a quelle di Regione Lombardia e degli altri relatori, sono disponibili sul sito di AFIL), offrire l’opportunità di presentare nuove idee progettuali ed ottenere supporto nella creazione dei consorzi, nonché avanzare osservazioni, spunti e suggerimenti costruttivi nei confronti di Regione Lombardia.

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