Nel pieno di dumping e dazi sempre più imprevedibili, Streparava sceglie di agire, non di difendersi, e fa la prima mossa. È un gruppo automotive specializzato in sistemi chassis e powertrain, tra i comparti più colpiti da queste pressioni. Ha sede ad Adro (Brescia), 1.200 dipendenti, fatturato di oltre 350 milioni di Euro (di cui più della metà da export) e stabilimenti in Europa, India e Brasile. Il CEO è Paolo Streparava, recentemente eletto Presidente di Confindustria Brescia. Tra i clienti vi sono: Ferrari, Lamborghini, Porsche, Aston Martin, Mercedes-Benz/AMG, Ducati, Aprilia, MV Agusta, Triumph, Iveco Group, Volvo, CNH, SDF e Liebherr.
La risposta di Streparava ad un mondo instabile è chiara: combinare flessibilità produttiva, presidio globale, velocità e tecnologia. Come? Con progetti interni per leggere l’impatto di dazi e normative. Con una supply chain distribuita, che riduce i rischi ed offre ai clienti alternative già in fase di offerta.
Contro il dumping, l’arma è creare valore: capire i bisogni, reagire in fretta, chiudere progetti complessi in tempi stretti. Così Streparava entra in nuovi mercati, anche oltre l’automotive. «È una strategia che trasforma la pressione in leva competitiva» spiega Renato Cotti Piccinelli, Chief Advanced Technology Officer di Streparava.
L’articolo prende spunto da un’intervista a Renato Cotti Piccinelli realizzata a margine dell’Assemblea Generale di AFIL 2025, dal titolo “Tra dumping e dazi: produzione specializzata e circolarità industriale come leve strategiche per la manifattura lombarda”, tenutasi a Milano il 13 giugno 2025. Il Chief Advanced Technology Officer di Streparava, Socio di AFIL, era stato invitato ad intervenire come relatore all’evento, all’interno della Panel Discussion sui sistemi di produzione.

DAZI E COMPETITIVITÀ: LO STUDIO DELL’IMPATTO SU IMPORT ED EXPORT PER REAGIRE CON UNA SUPPLY CHAIN PIÙ SOLIDA E FLESSIBILE
Renato Cotti Piccinelli affronta il tema dei dazi con una strategia attiva, che va oltre la semplice difesa. «Streparava ha istituito progetti dedicati che stanno studiando la nostra supply chain – spiega – e la stiamo analizzando in ottica di risk assessment e management, per capire quali impatti stiano arrivando, sia in termini di dazi all’esportazione sia di dazi all’importazione».
Prevedere i cambiamenti normativi è essenziale in uno scenario instabile. «C’è una parte di reazione che forse si vedrà anche in futuro – aggiunge – attraverso nuove regolamentazioni europee».
Per gestire i rischi, Streparava sfrutta la propria rete globale. «Questo ci permette di valutare alternative e di non dipendere da un unico fornitore – sottolinea – offrendo ai clienti fin dalle prime fasi dell’offerta diverse catene di fornitura e relative proposte di valore».
DUMPING E REAZIONE INDUSTRIALE: CRERE VALORE, RISPONDERE CON VELOCITÀ ED ALLARGARE I CONFINI DI MERCATO
Streparava ha deciso di affrontare il dumping in modo proattivo, mirando a rafforzare valore e servizio. «La capacità di reazione ai sistemi di dumping – spiega Renato Cotti Piccinelli – arriva dalla nostra strutturazione interna, dal saper proporre valore ai clienti, ascoltare le loro esigenze e rispondere con precisione ed efficacia».
Non è solo difesa, ma capacità di cogliere occasioni. «Ci siamo trovati spesso a risolvere progetti in tempi molto rapidi – racconta – e questo ci ha permesso di acquisire nuovi business e rafforzare relazioni commerciali, anche al di fuori del nostro mercato tradizionale».
L’azienda guarda oltre l’automotive, esplorando settori come l’Agri-Tech e l’Offroad. «Stiamo sfruttando le nostre leve tecnologiche – afferma – soprattutto in termini di velocità di risposta e flessibilità di adattamento». La pressione del dumping diventa così uno stimolo al miglioramento continuo.
SPECIALIZZAZIONE ED ADATTABILITÀ: INNOVARE SENZA PERDERE IDENTITÀ, DIFFERENZIARSI PER COGLIERE NUOVE OPPORTUNITÀ
Renato Cotti Piccinelli legge la specializzazione come un valore, ma da bilanciare con apertura e flessibilità. «La specializzazione è importante, ma non deve diventare un limite – sottolinea – noi crediamo nell’essere completamente neutrali dal punto di vista dei processi e delle tecnologie».
Per Streparava, non basta ripetere ciò che si sa fare bene: serve capacità di adattamento. «Progettiamo processi che non servano solo ai nostri prodotti di specializzazione – spiega – ma che siano in grado di adattarsi a prodotti diversi, così possiamo aggredire nuove opportunità di mercato».
L’equilibrio tra identità e cambiamento è la chiave. «Stiamo valutando nuove possibilità – dice – puntando su specializzazione, ma anche su differenziazione». Così l’azienda innova restando coerente con la propria storia, ma pronta a evolversi con nuove sfide.
ECONOMIA CIRCOLARE, MATERIALI INNOVATIVI, RIPENSAMENTO DEI PROCESSI E TRACCIABILITÀ PER UN FUTURO SOSTENIBILE
Per Renato Cotti Piccinelli, l’economia circolare è una sfida concreta che richiede un nuovo approccio a filiera e materiali. «Oggi Streparava si trova in una posizione di fornitura di sistemi complessi, meccanici e funzionalizzati – spiega – il rapporto diretto è con gli OEM, che installano i nostri sistemi sui veicoli e poi ne governano la disgregazione funzionale ed il ciclo di vita».
La sostenibilità inizia con l’uso di materiali riutilizzabili. «Stiamo ipotizzando l’utilizzo di leghe secondarie in ambito fonderia – racconta – e questo ci permette di iniziare a ragionare concretamente su una catena di recupero e riutilizzo».
Ma servono anche tecnologie per tracciare i componenti. «Tecnologie digitali come i digital passport – afferma – potranno consentire di identificare e reindirizzare più facilmente i prodotti verso canali di recupero, smontaggio o riuso».
In futuro, Streparava punta anche su revamping e ricondizionamento. «Se in futuro aumenterà la complessità e la funzionalizzazione dei sistemi – sottolinea – potremo sicuramente gestire anche il recupero completo, applicando logiche di ciclo chiuso».
TECNOLOGIE AVANZATE E CENTRALITÀ DELL’OPERATORE: AUTOMAZIONE FLESSIBILE ED INTERFACCE INTUITIVE PER AFFRONTARE UN CONTESTO SEMPRE PIÙ COMPLESSO
In un contesto instabile e competitivo, Streparava unisce innovazione tecnologica e centralità della persona. «Ci concentriamo sullo sviluppo di sistemi robotizzati sempre più flessibili e user-friendly – spiega – che siano pensati con l’operatore al centro, sia per ragioni economiche che di inclusività».
L’obiettivo è rendere accessibili le nuove tecnologie anche a chi abbia poca formazione. «Abbiamo lavorato su interfacce che, pur essendo molto strutturate, si presentano in modo intuitivo agli operatori – sottolinea – così da rendere più semplice ed efficace la relativa formazione specifica».

L’azienda ha sperimentato soluzioni immersive. «Abbiamo testato sistemi di realtà aumentata e virtualizzazione – racconta – che ci hanno aiutato a capire potenzialità e limiti di queste tecnologie promettenti, ma ancora non completamente mature».
Il salto avverrà con l’Intelligenza Artificiale. «La capacità dell’IA di rispondere ad input non codificati – afferma – sarà fondamentale non soltanto per la conduzione degli impianti, ma anche per la manutenzione e la regolazione dei processi».
IL RUOLO DI AFIL: FACILITARE L’INNOVAZIONE E SOSTENERE CHI DA SOLO NON PUÒ AFFRONTARE LA TRANSIZIONE
Secondo Streparava, AFIL costituisce un supporto essenziale per innovare all’interno di un ecosistema, senza lasciare indietro nessuno. «Il nostro gruppo lavora con una supply chain complessa – spiega – una parte sotto il nostro governo, un’altra definita direttamente dall’OEM cliente finale».
Cluster come AFIL aiutano le PMI a non rimanere escluse dalla transizione. «Possono aiutare a fare rete, condividere strumenti, favorire trasferimento tecnologico – sottolinea – e soprattutto evitare che la transizione lasci indietro chi non può permettersela».
Streparava coinvolge i propri fornitori sul fronte green. «Stiamo ragionando su come coinvolgere i fornitori, soprattutto quelli di materia prima – racconta – per capire quanto stiano progredendo verso soluzioni ecologiche e circolari». In questo senso, AFIL è un abilitatore concreto per un’innovazione diffusa ed inclusiva.

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